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E’ buona norma per un imprenditore, prima di effettuare un investimento, fare un’analisi
di mercato del settore interessato per conoscere quelle che sono le tendenze congiunturali.
TURISMO: alberghi/agriturismo/ristoranti/bar
In Italia ciò che è, da sempre, sotto gli occhi di tutti, è l’immenso patrimonio storico,
artistico, architettonico, culturale e paesaggistico che il nostro incomparabile Paese offre
al mondo intero.
Il turismo, dunque, è una delle voci in attivo del nostro bilancio economico nazionale.
Al turista, però, che sia nazionale o estero, bisogna essere pronti a proporre strutture
adeguate ai suoi bisogni ed aspettative. Gli anni di esperienza vissuti a stretto contatto
del settore, che si parli di agenzie viaggi, messa a punto di pacchetti o valutazione di
strutture di accoglienza, dall’albergo, al ristorante o al bar, ci hanno dimostrato che il
mercato si fa, di giorno in giorno, più variegato nella presentazione di tali esigenze.
In Italia abbiamo attualmente strutture alberghiere, raggruppate per categoria, ideali per
soddisfare ogni tipo di necessità: secondo una verifica ISTAT, riportata da Federalberghi
(www.federalberghi.it),
“sul territorio italiano disponiamo complessivamente di 33.518
strutture alberghiere, da una a cinque stelle.
La categoria con il maggior numero di Hotel è quella delle tre stelle che gode di 16.148
unità, seguita dalle due stelle con 8.283 unità, una stella con 5.417 unità, quattro stelle
con 3.454 unità e le cinque stelle con 216 alberghi”. Il peso, nell’ambito dell’economia del
Paese, del settore turistico non è sfuggito al Governo che, con l’ultima finanziaria, ha
stanziato un fondo di 48 milioni di euro per gli incentivi al settore al fine di portare
l’Italia ai vertici del turismo mondiale; “il Governo, con la Finanziaria ha previsto
cofinanziamenti per progetti di eccellenza, la nascita dell’Osservatorio sul turismo,
con Unioncamere, già funzionante, la detrazione dell’IVA per il settore congressuale,
che nel 2008 sarà del 100%, l’aumento del sostegno per i canoni demaniali, il ripristino
del Fondo del Turismo e l’istituzione del Fondo della Montagna oltre ad incentivi per settori
come l’enogastronomia” (da “Turismo 2007: l’anno della svolta?” Assemblea Federalberghi).
Il campo turistico/alberghiero è quindi destinato a rimanere all’attenzione delle Istituzioni
per ricevere tutti quegli input positivi che non potranno che dare sempre maggiori soddisfazioni
all’imprenditoria alberghiera.
Da non sottovalutare, l’impulso dato alle prenotazioni alberghiere dalla possibilità di
registrarsi attraverso Internet: secondo quanto emerso nel corso della 57^ Assemblea di
Federalberghi, il 36% delle vacanze sono decise su Internet.
Mercato vivace ed attento, dunque, con i migliori presupposti, è quello della compravendita
albergo; il nostro portafoglio offerte potrà darvi un’idea più precisa delle diverse opportunità
di investimento che si possono valutare, su tutto il territorio nazionale, assicurandosi la
serenità di rapportarsi ad un settore merceologico non in crisi.
Accanto al turismo classico, vissuto nel comfort della tradizionale struttura alberghiera,
possiamo però valutare soluzioni nuove, a più stretto contatto con la natura e la tradizione
agricola, secolare ed affascinante, del nostro Paese.
L’agriturismo si sta affermando, con sempre maggiore decisione, sul mercato turistico tanto
che anche Confagricoltura
(www.confagricoltura.it),
la più accreditata associazione di categoria
del settore, ha messo a punto un suo sito internet,
www.agriturist.it,
dove il turista, ma anche
l’operatore del settore, può trovare suggerimenti utili alle proprie necessità. L’agriturismo
italiano può offrire, al mare, in montagna o in collina, itinerari enogastronomici, naturalistici
e culturali, con l’offerta di prodotti tipici regionali, magari DOP, IGP o DOCG, a tutela del
nostro patrimonio nei confronti di scadenti imitazioni, può offrire strutture più ricercate o
fattorie didattiche sorprendenti, con vacanze da sogno sia che si tratti di un week end
all’insegna della natura o di un lungo soggiorno ristoratore dopo le fatiche della vita di tutti
i giorni.
Anche in questo campo la nostra società dispone di interessanti soluzioni di investimento,
da proseguire secondo l’impronta già esistente o da personalizzare a seconda dei desideri e
delle preferenze di chi le andrà a rilevare ma, anche qui, facendo riferimento ad una realtà
in fermento.
INDUSTRIA/ARTIGIANATO
Secondo quanto riportato dal Centro Studi di Confindustria
(www.confindustria.it),
la produzione
industriale di Settembre è stata modesta. Il grafico, messo a punto dal CSC, che illustra l’andamento
della produzione industriale dal 2001 al Settembre 2007 risulta altalenante. Secondo il CSC,
“ nonostante il recupero estivo che ha riportato l’attività sui livelli di fine 2006, il divario
di crescita dell’industria tra l’Italia e la media di Eurolandia e con la Germania, rimane ampio.
Nei dati preliminari del terzo trimestre 2007 stimati dal CSC, l’industria italiana ha messo a
segno un incremento dello 0,7% sul trimestre precedente; stessa crescita è stimata per la produzione
industriale in Germania mentre nell’eurozona è prevista una variazione intorno all’1% (queste due
variazioni sono stimate sulla base dei dati di IFO, INSEE, ISAE e Banca Intesa). In Italia, la
fiducia delle imprese è scesa nel complesso del terzo trimestre, in maniera più marcata, in settembre.
Il calo è stato generalizzato e comune alle principali economie europee. La discesa della fiducia
delle imprese manifatturiere è dovuta, in particolare, al peggioramento del portafoglio ordini,
influenzati negativamente dall’apprezzamento dell’euro, ai timori legati alle conseguenze sulla
domanda finale della fine della corsa dei prezzi degli immobili e dei primi segnali della loro
inversione di rotta. Con riferimento all’Italia, i principali istituti di previsione si attendono
in agosto (l’ultimo dato ISTAT si riferisce a Luglio) un recupero della produzione industriale in
un range che va dallo 0,4% all’1% rispetto al mese precedente. In settembre le indicazioni provenienti
dall’indagine del CSC offrono ancora un quadro favorevole per l’attività industriale, che dovrebbe
mostrare un ulteriore progresso (+0,4%)” (da “Indagine Rapida CSC sulla Produzione Industriale a Settembre”
del 04/10/2007).
Difficoltà, dunque, ancora innegabile nel campo industriale ma con avvisaglie di miglioramenti…
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Nel settore artigianale, Confartigianato sostiene “Nella Legge Finanziaria non mancano scelte positive,
in particolare per quanto riguarda la semplificazione della fiscalità d’impresa…” (comunicato stampa
sull’audizione parlamentare sulla Legge Finanziaria pubblicato da Confartigianato su
(www.confartigianato.it).
Il segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli, ha sollecitato”una coraggiosa politica di riduzione
graduale e costante del carico fiscale che grava su imprese e famiglie, con provvedimenti finalizzati a premiare
quelle imprese che presentano migliori performances in termini di maggiori investimenti ed occupazione”, giudizio che
ci sentiamo di condividere per rendere più competitivi sui mercati i prodotti della categoria.
Dal secondo Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentato all’Assemblea dei Giovani
Imprenditori di Confartigianato che si è svolta a Firenze il 12 e 13 Ottobre, è emerso che i temi che
maggiormente preoccupano i giovani imprenditori artigiani sono burocrazia, fisco e mercato del lavoro.
“I giovani imprenditori sollecitano soprattutto l’alleggerimento degli adempimenti e dei costi della
burocrazia (che pesano per il 12,4% sulle spese aziendali) e del carico fiscale, la razionalizzazione
della Pubblica Amministrazione e la riforma del mercato del lavoro. Per quanto riguarda il fisco, i
giovani artigiani si dicono favorevoli al federalismo fiscale perché sono convinti che favorirebbe una
più efficiente allocazione delle risorse pubbliche ed una maggiore responsabilizzazione degli amministratori
locali nei confronti dello Stato. Sul fronte del mercato del lavoro, viene sollecitata maggiore flessibilità,
sia in ingresso che in uscita, e la diminuzione del costo del lavoro” (da
www.confartigianato.it.
– nota per la stampa).
Sono, questi, una serie di suggerimenti che riteniamo fondati per poter dare un’ulteriore spinta agli
apprezzabili risultati raggiunti dalle nostre imprese del settore. Non possiamo dimenticare che la
piccola/media azienda è, da molti anni a questa parte, una la realtà economica essenziale per il
nostro Paese; attualmente sta pagando lo scotto delle ricadute delle conseguenze dei fattori negativi
contingenti lamentati dalle associazioni di categoria, senza però perdere la grinta e l’originalità
che la contraddistinguono. Siamo fiduciosi che il Governo, attuale o futuro, non potrà rimanere sordo
alle fondate richieste di supporto di una così fondamentale realtà lavorativa.
Uno spaccato interessante delle imprese del settore è rappresentato dalle disponibilità presenti nel
nostro portafoglio offerte, disponibili a cessioni parziali o totali, e che riteniamo possano catturare
l’attenzione di vecchi e nuovi imprenditori.
COMMERCIO/TERZIARIO
Buone notizie rispetto al saldo della bilancia commerciale italiana per il mercato estero. Secondo
Confcommercio “il saldo della bilancia commerciale italiana per il commercio estero è stato positivo
per 331 milioni di euro rispetto al surplus di 315 milioni del 2006. Nei primi otto mesi il saldo è
stato positivo per 4.890 milioni rispetto ai 4 milioni dello stesso periodo del 2006”
(www.confcommercio.it).
Sempre da Confcommercio apprendiamo che “Iper e Supermercati hanno incrementato vendite e fatturato:
i volumi intermediati hanno evidenziato un’accelerazione all’1,8% rispetto alla dinamica media della
prima parte dell’anno all’1,4%”
(www.confcommercio.it).
Per il terziario il presidente di Confcommercio, Sangalli, sottolinea con forza che le imprese
necessitano, per essere più competitive, di una maggiore adozione di nuove tecnologie, e che le
imprese del settore, questo sforzo, lo stanno portando avanti basandosi sulle proprie forze.
Rendiamo omaggio alla lungimiranza dei nostri imprenditori del settore!
Anche questo settore merceologico offre molteplici soluzioni per soddisfare le aspettative di nuovi
investitori: visitando la nostra banca dati potrete farvene un’idea e trovarci a vostra disposizione
per tutte le informazioni e gli approfondimenti che riterrete opportuni.
IMMOBILI
Secondo i dati del Rapporto Immobiliare 2007 dell’Osservatorio Immobiliare dell’Agenzia del Territorio
(www.agenziaterritorio.it)
“nel 2006 si è registrato ancora un leggero incremento del volume delle
compravendite, complessivamente +1,3%, anche se il risultato positivo è dovuto essenzialmente al settore
Residenziale, +1,4%, e degli immobili catalogati in “altro”, +2,2%, mentre i settori Terziario, -3,2%, e
Commerciale, -4,3%, risultano in sensibile decrescita dopo un triennio di continua espansione. Stazionario
il volume di compravendite dei Magazzini e del settore Produttivo. Nel 2006 il volume delle transazioni
complessive risulta pari a 1.830.098 segnando un incremento dell’1,3% rispetto al 2005 e con una crescita
rispetto al 2000 del 30% circa. Rispetto al 2000 è ancora il settore Terziario quello con il massimo
incremento, +49,7%, anche se in decrescita nell’ultimo anno, mentre il settore che risulta maggiormente
stabile è il Commerciale. Il settore Terziario, ovvero gli uffici, con 21.282 transazioni, registra una
sensibile frenata dopo un biennio di buona crescita con un volume di compravendite inferiore del 3,2%
circa rispetto al 2005. Il decremento è imputabile essenzialmente al mercato del Centro e parzialmente
a quello del Nord, mentre nel Sud la crescita continua. Il mercato degli immobili del settore Commerciale:
negozi, laboratori, centri commerciali risulta essere il più stabile con crescita di circa +7% dal 2000 ed
è il settore per il quale il rallentamento delle compravendite nell’ultimo anno è presente in tutte le macro
aree geografiche. Il settore Produttivo, capannoni ed industrie, ha un andamento intermedio tra i due settori
Terziario e Commerciale e mostra una crescita considerevole nel periodo 2000/2006, +33% circa, ed un leggero
incremento tendenziale rispetto al 2005 dello 0,4% circa. In costante crescita, anche se in rallentamento,
risulta il volume di compravendite degli immobili compresi in “altro” (alberghi, immobili pubblici, categorie
speciali, box e posti auto) con dato tendenziale annuo pari a 2,2% e ben del 42% nel periodo 2000/2006”
(da “Rapporto Immobiliare 2007 – Riepilogo nazionale”).
Qualunque sia il vostro desiderio di investimento, si tratti di immobili uso albergo, negozi, capannoni,
laboratori, uffici, magazzini, complessi industriali, ville, stabili d’epoca nella nostra banca dati potrete
trovare valide soluzioni e una qualificata assistenza, a 360 gradi, fino alla firma del rogito.
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